venerdì 16 ottobre 2009
BARACK OBAMA POTREBBE ANNUNCIARE:
GLI EXTRATERRESTRI ESISTONO
Siamo alla vigilia di una clamorosa rivelazione sugli Ufo? Pare proprio di sì. Da fonti ben informate, infatti, sembra che il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, avrebbe già deciso la data di una conferenza stampa mondiale per affrontare pubblicamente e forse “definitivamente” il caso Unidentified Flying Object. Ecco cosa accadrà tra meno di due mesi. il 27 novembre 2009
LA CONFERMA DELLA NASA:
GLI ORBS ESISTONO
Il Professore Klaus Heinemann un ricercatore della NASA, l'agenzia spaziale americana, stava un giorno sfogliando una raccolta di foto scattate da sua moglie ad un raduno di guaritori spirituali, quando ha notato che molte di esse contenevano lo stesso pallido, ma chiaramente definito, cerchietto di luce, come una luna in miniatura, sospesa sopra alcuni dei soggetti ripresi.
martedì 13 ottobre 2009
Cristoforo Colombo non ha scoperto l'America
di Paul-Eric Blanrue, storico, presidente del Cercle ZététiqueTraduzione a cura di Max Carbone
Il presente articolo e' tratto dal sito:
ed e' presente al link: Qui.Chi di noi non ha mai sentito parlare del fatto che la scoperta dell'America non sia da attribuire a Colombo ma ai vichinghi? Quanto c'è di vero in tutto questo? La storia, più della scienza, è soggetta, ovviamente, a numerose interpretazioni di tracce, indizi, reperti. Per questo motivo anche in questo campo una indagine "scettica" può servire a fugare i "dubbi" più palesemente errati dal punto di vista logico e a rimanere con i "dubbi" più significativi ai quali dover fornire risposte, che sono il vero motore della acquisizione della conoscenza.
No: Cristoforo Colombo non ha scoperto l'America!
E' oramai innegabile: la Pinta, la Nina e la Santa Maria non sono stati i primi vascelli a raggiungere le coste del "Nuovo Mondo". Prima del 1492, l'Atlantico era già stato varcato da uomini dell'Est, ancorati nell'immaginario europeo sotto la denominazione di "Vichinghi". Ed intrepidi autori arrivano perfino a dire che gli "antichi re del mare" ebbero dei predecessori... Ma non andiamo troppo veloci e cominciamo con la saga vichinga che è la più assodata.
Sempre più ad ovest!
Nell'anno 870, i Norvegesi stabiliti negli arcipelaghi scozzesi, in Irlanda, o che fuggivano dal loro paese sottomesso da Harald Belli Capelli, si lanciarono nella colonizzazione dell'Islanda. Si tratta di una delle numerose tappe di uno spostamento verso ovest che si farà gradualmente in funzione di interessi vari, i quali - bisogna dirlo rischiando così di frantumare il mito dell'avventura per l'avventura - erano principalmente commerciali. Intorno all'anno 900, un certo Gunnbjörn, spinto verso ovest dai venti, intravide un gruppo di isole sconosciute aldilà dell'Islanda. Diede loro il nome di "Rocce di Gunnbjörn", ma non vi si accostò. La notizia di questa scoperta si sparse ed il navigatore ebbe degli emuli.
Nell'anno 978, Snaebjörn Galti tentò di raggiungere quelle "Rocce". Fu un tremendo fallimento, di cui il Landnamabok ha ben memoria. Nell'anno 980 circa, Erik Il Rosso, bandito dall'Islanda in seguito ad un'oscura faccenda (criminale), a sua volta decise di mettersi in cerca di questi misteriosi isolotti. Prima di raggiungere la Groenlandia (il "paese verde"), trascorse tre inverni a fare scoperte lungo i fiordi del sud-ovest. Ritornò quindi nel suo paese per cercare uomini tentati dalla colonizzazione di queste nuove terre. Nel 985-986 circa, Erik ripartì a capo di una flotta di 25 vascelli sui quali si imbarcarono, in vista di una sistemazione definitiva, 800 persone, tutte islandesi, e numerosi capi di bestiame. La traversata fu difficoltosa e solo 14 vascelli arrivarono a destinazione.
La sistemazione avvenne principalmente ad est, attorno all'attuale Julianehaab, nell'Eystribyggdh. Un secondo territorio di colonizzazione venne creato ad ovest, nel Vestribyggdh. Erik impiantò il suo "grande mercato coperto" a Brattahild, all'estremità inferiore del "fiordo di Erik". Qualche città sarà poi fondata in prossimità del mare aperto e nell'incavo dei fiordi. Dall'inizio dell'anno mille, con la cristianizzazione, verranno edificate numerose chiese. Uno Stato venne organizzandosi poco a poco, copiato in ogni punto dal modello islandese. Presto le prime colonie vennero popolate da qualche migliaio di abitanti, raggruppati, in precedenza, nella parte meridionale dell'isola. Vi campavano essenzialmente di pastorizia e facevano commercio di corde, avorio di tricheco o di narvalo, olio, ed anche di orsi bianchi.
Nei primi tempi, i Vichinghi groenlandesi non incontrarono Eskimesi (Inuit). Certamente non si sa quale fu il tipo di rapporti che in seguito ebbero a stabilire con loro. Molti racconti evocano gli scontri terribili che si sarebbero verificati tra questi due popoli: il pacifismo integrale degli indigeni, per contro, ce ne fa dubitare fortemente. Taluni antropologi, come Vilhjamur, pensano di avere dimostrato che ci furono incroci etnici. I conquistatori islandesi, non potendo restare sul posto, tenteranno in seguito spedizioni verso nord, ma anche verso ovest. Questa "conquista ad ovest", che comunque non si concretizzerà, può essere suddivisa in 6 viaggi.
I 6 viaggi vichinghi in America
Il primo, uno dei più rapidi, fu eseguito da Bjarni, figlio di Herjolfr. Nel corso di una spedizione, appena un anno dopo lo sbarco in Groenlandia, Bjarni venne trascinato verso coste sconosciute, ad ovest-sud-ovest. Non osando salpare da queste coste, le risalì per un certo tempo, e quindi raggiunse il "fiordo d'Erik", dove racconterà quanto visto. Buon sangue non mente: nell'anno 1000 circa, Leifr, il figlio di Erik il Rosso, accompagnato da 35 uomini, ripercorse, in senso opposto, l'itinerario di Bjarni. Ripercorse così i luoghi descritti dal suo predecessore. Il primo accostamento fu ad una terra occupata da "grandi ghiacciai" che, per la sua configurazione, battezzò Helluland ("Paese della Pietra Piatta"). Leifr proseguì la sua rotta lungo distese di sabbie bianche fino ad un territorio ricoperto di foreste, che chiamò appunto Markland, ossia "Paese delle Foreste". Due giorni dopo, accostò su un'isola con l'erba abbondantemente imperlinata di rugiada.
In seguito, raggiunse una terra collocata aldilà dello stretto, risalì un corso d' acqua giungendo ad una laguna, dove gettò l'ancora e fece costruire alcune baracche in cui passare l'inverno: sorse Leifsbudhir ("Capanna di Leifr"). Poiché la regione era rigogliosa di vigne, Leifr le diede il nome di Vinland ("Paese del Vino"). Ritornerà in Groenlandia carico di legname e di vino. Thorvald, con 30 uomini, partì alla ricerca delle terre descritte da suo fratello Leifr, in cui ritrovò ancora intatte le capanne nelle quali passerà circa un anno. Per ritornare quindi in Groenlandia, passerà dal Markland e supererà un capo che chiamerà Kjalarnes ("Cap de la Quille"). Ma in uno scontro con gli "Skaerlings" verrà ferito mortalmente dalle loro frecce: là è sepolto.
Quarto viaggio, terzo fratello: Thorsteinn decise di riportare il corpo di Thorvald per dargli una cristiana sepoltura. Egli s'imbarcò con sua moglie e con 25 uomini, ma la furia del mare gli impedì di raggiungere il suo obiettivo. Thorfinn Karlsefni ebbe maggiori ambizioni. Ricco islandese emigrato in Groenlandia, pensò di rinnovare l'exploit di Erik il Rosso colonizzando il Vinland. Prese tre vascelli, sui quali imbarcò 150 persone ed il bestiame. Leifr accettò di prestar loro le "sue" capanne. Tutto procedette senza problemi: passò dal Helluland, dal Markland, superò il Kjalarnes e s'installò a Leifsbudhir. Dopo un anno, Thorfinn e le sue truppe dovettero affrontare i raids degli "Skaerlings". Malgrado fossero stati messi in fuga, gli indigeni causarono tali fastidi alla spedizione che il suo capo approfittò del loro sbandamento per ritornare in Groenlandia. Non dimenticò di portare nei suoi bagagli un carico di ceppi e di uva.
L'ultima avventura è quella della figlia di Erik il Rosso, Freydis. Volle rinnovare l'esperienza di Thorfinn, si recò presso le capanne, ma la sua crudeltà e le rivalità in seno al suo equipaggio fecero naufragare il suo progetto di colonizzazione. Nessuno, in seguito, pare abbia mai più pensato di ritornare a Leifsbudhir.
Ci si può fidare delle saghe ?
Più nomi di luoghi compaiono in questi 6 episodi. I principali sono l'Helluland, il Markland e soprattutto il Vinland. La maggior parte dei ricercatori, basandosi sulle descrizioni topografiche, botaniche, zoologiche, meteorologiche, climatiche e su dati marittimi, hanno concluso che questi territori erano rispettivamente la Terra di Baffin, il Labrador ed un luogo, più difficile da definire, che può essere collocato, molto approssimativamente, tra la Nuova Inghilterra, la Nuova Scozia e le fasce costiere della baia del Saint-Laurent. Cioè, in poche parole, in Nord America. Cinque secoli prima il Genovese Colombo...detronizzato! Non stupisca il fatto che queste formidabili conclusioni abbiano impiegato un po' di tempo ad essere ammesse dagli universitari, sempre un po' lenti peraltro nel rivedere i loro insegnamenti e ad ammettere che la loro corporazione ha sbagliato per secoli. Per oscuri motivi, alcuni di loro non le hanno ancora accettate o si ostinano contro ogni ragione nel minimizzarne la portata... I documenti scritti sono ovviamente troppo fragili di per sé perché si possa accreditar loro un qualsivoglia significato storico.
Va di fatto che le fonti che riportano i vari viaggi dei Vichinghi groenlandesi, le famose "saghe" (l'Islandingabok, la Landnamabok sopracitata, la Saga di Erik il Rosso, la Saga dei Groenlandesi, il Detto dei Groenlandesi,...) sono state stese sulla carta più di tre secoli dopo gli avvenimenti. Tre secoli sono tanti e senza alcun dubbio questi racconti tratti da tradizioni navali contengono esagerazioni ed episodi mitologici che è necessario inserire nel loro contesto. Infatti, si incontrano dei mostri, degli eroi certamente troppo eroi ed una Freydis un po' troppo crudele per poter accordare a quei testi un credito illimitato. Chissà, può darsi anche che i personaggi o le stesse spedizioni siano frutto unicamente dell'immaginazione.
Se si dovesse credere alla lettera a quanto tramandatoci, lo scetticismo sarebbe di rigore. Ma la maggior parte delle storie, narrando la migrazione vichinga dall'Islanda verso la Groenlandia e dal sud della Groenlandia verso nord, ha avuto conferma dagli scavi archeologici in loco. Sono state enumerate circa 190 fattorie, 12 chiese e due monasteri. Per quanto riguarda la regione dell'Eystribyggdh e nella Vestribyggdh, circa 90 fattorie e 4 chiese. I resti di una cattedrale esistono tuttora a Igaliko (anticamente Gardhar). Brattahild, ove Erik il Rosso si stabilì, è stata identificata e coincide con l'attuale Kaksiarsuk. Il "fjordo di Erik" si chiama oggi Tunidliarfik.
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venerdì 9 ottobre 2009
Bomba sulla Luna a caccia di acqua
Segnalata da dakmx NEW YORK - Una sonda della Nasa si avvia a lanciare un proiettile contro un cratere lunare alla ricerca di eventuali riserve d' acqua, il che potrebbe aprire la strada all'affascinante ipotesi di una colonia umana fuori dall'atmosfera terrestre. La sonda LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite), partita a giugno dalla base di Cape Canaveral, in Florida, lancerà il missile-bomba, un Centaur, alle 07:31 ora di New York (le 13:31 italiane).
La sonda avrà quindi soltanto quattro minuti per filmare e fotografare gli effetti dell'impatto e, attraverso gli strumenti di rilevamento a bordo, per cercare vapore acqueo o frammenti di ghiaccio nella nube di detriti alzata dall'esplosione. La spettacolare missione potrebbe confermare i risultati della sonda indiana Chandrayaan-1, che ha scoperto tracce d' acqua sulla superficie lunare, aprendo scenari di esplorazione alla 'Star Trek', il telefilm cult di fantascienza: la presenza di acqua è, infatti, considerata l'elemento essenziale per un eventuale ritorno dell'uomo sulla Luna, e stavolta per rimanerci, in una base spaziale stabile.
Nel programma della Nasa, in attesa dell'approvazione della Casa Bianca, questa ipotesi è fissata per il 2020. Alla stampa americana Alan Andrews, che ha progettato la missione LCROSS, non ha nascosto la sua eccitazione per l'evento, che verrà trasmesso in diretta sul sito della Nasa: "La tempesta di polvere che si scatenerà e che potremo vedere sarà fantastica, come se la Luna ci venisse addosso", ha detto.
La differenza, in questo caso, è che il punto dell'impatto è stato scelto dagli scienziati con cura, al polo sud della Luna, dove la luce del Sole non batte mai e dove potrebbero trovarsi depositi di ghiaccio nascosti nel sottosuolo. Svolto il suo primo compito 'dinamitardo', la sonda LCROSS rimarrà nello spazio per studiare la superficie lunare, in cerca del sito migliore per il futuro, eventuale, atterraggio sulla luna.
Fonte:

mercoledì 7 ottobre 2009
Pubblicato da evidenzaliena su Luglio 4, 2009
Ricostruzione NASA:la sonda spaziale LCROSS mentre si appresta a colpire la zona in prossimità del cratere Shackleton
Il progetto della Nasa, è stato ribattezzato “LCROSS Mission” (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite),ufficialmente per trovare depositi di ghiaccio sul “nostro” satellite,ma ufficiosamente sembra studiato per imporre la sovranità degli Stati Uniti sul satellite terrestre nei confronti di una o più civiltà extraterrestri
Il bombardamento della luna previsto per il 9 ottobre 2009 è parte di un programma NASA,conosciuto anche con il nome di “LCROSS Mission” ,che ha come obiettivo la ricerca di depositi di ghiaccio nel sottosuolo lunare per permettere in futuro una colonizzazione umana con la costruzione di basi terrestri sul satellite della terra.Questa bomba sprigionerà un energia cinetica pari a 2 tonnellate sollevando una colonna di materiale fino a 5 miglia.
Questo atto sarebbe contrario alla legge spaziale dell’ONU che proibisce la modifica ambientale dei corpi celesti. Il bombardamento della luna da parte della NASA, (Missione LCROSS), potrebbe anche innescare un conflitto con le civilizzazioni extraterrestri presenti sulla luna;proprio a questo proposito vi sono dichiarazioni e testimonianze importanti da parte di Aldrin e Neil Armstrong ex astronauti americani e prove fotografiche del NSA (agenzia di sicurezza nazionale) relative all’esistenza di basi extraterrestri sul lato oscuro della luna.
Sembra che in realtà la missione “segreta” della NASA miri a colpire la civilizzazione extraterrestre e le loro basi presenti sulla luna;in questo caso la NASA e quindi il governo degli Stati Uniti sarebbero colpevoli di compiere una guerra di aggressione, considerata il più serio dei crimini di guerra come stipulato nella lettera dell’ONU e nelle convenzioni di Ginevra, a cui anche gli Stati Uniti sono soggetti.
Il trattato originario dell’ONU relativo allo spazio cosmico,prevede che “la luna ed altri corpi celesti siano usati da tutti gli stati contraenti al Trattato esclusivamente per gli scopi pacifici. L’istituzione di basi militari, installazioni e fortificazioni, l’uso di qualunque tipo di armi ed eventuali manovre militari sui corpi celesti sono vietate.„
Nello specifico l’articolo 7 del trattato delle Nazioni Unite riguardante lo spazio cosmico prevede:
1 – Nell’esplorazione e nell’uso della Luna, le nazioni partecipanti appronteranno le misure necessarie per impedire la rottura dell’equilibrio attuale del relativo ambiente, sia per introdurre cambiamenti avversi per quell’ambiente, mediante la relativa contaminazione nociva con l’introduzione di materiale extra-ambientale o qualcos’altro. Le nazioni partecipanti, inoltre, appronteranno le necessarie misure per evitare dannosi effetti all’ambiente della terra mediante l’introduzione di materiale extraterrestre o qualcos’altro.
2 – Le nazioni partecipanti informeranno il Segretario Generale delle Nazioni Unite sulle misure che verranno adottate da queste, in accordo con il paragrafo 1 del presente trattato ed anche altro, per estendere la massima fattibilità, e lo informeranno in anticipo di tutte le dislocazioni dei loro materiali radioattivi sulla Luna e degli scopi di tali dislocazioni.
3 – Le nazioni partecipanti segnaleranno alle altre nazioni e al Segretario Generale, le aree della Luna che hanno speciali interessi scientifici affinché, senza pregiudizi per i diritti delle altre nazioni partecipanti, può essere data l’indicazione di tale zona come riserva scientifica internazionale, per cui disposizioni protettive speciali devono essere accordate nella consultazione con le persone competenti delle Nazioni Unite.
Il bombardamento NASA -LCROSS-,un attacco e un tentativo cammuffato di imporre la sovranità degli Stati Uniti sulla luna ?
Alcune testimonianze di ex astronauti americani,scienziati russi ed impiegati Nasa ed NSA,affermano che vi sono prove scientifiche della presenza extraterrestre e di basi aliene sulla luna da almeno ed oltre 40 anni.
Ciò che è descritto come un esperimento scientifico puo’ invece rappresentare un tentativo di imporre una sovranità,tramite occupazione e attraverso mezzi belligeranti.
Tutto questo non deve avvenire,gli USA stanno violando il trattato di Ginevra per i propri scopi e probabilmente scateneranno una reazione planetaria contraria oltre che sbilanciare paurosamente un equilibrio sottile tra l’uomo e la civiltà extraterrestre presente sulla luna che potrebbe sfociare in un conflitto cosmico.
L’uomo vuole portare oltre la terra la propria prepotenza ed il proprio orgoglio,oltre che l’ egoismo.
Il bombardamento del LCROSS deve essere fermato prima che avvenga.Scrivete a Peter Worden direttore del centro Ames della NASA affinchè blocchi questa missione scellerata.(http://twitter.com/worden).
Fonte:estratto da http://macedoniaonline.eu/content/view/7216/56/ – evidenzaliena
sabato 3 ottobre 2009
DALLE PROFEZIE MAYA UN AVVERTIMENTO ALL'UMANITÀ
L'ERA DEL SESTO SOLE
"... dopo cinquecento anni di oscurità, il sole del Dio azteco Quetzalcóatl ricomincerà a brillare. La notte finirà, splenderà il giorno e saranno riscoperti i valori positivi... In preparazione a questo evento è necessario che l'uomo impari ad avere più cura del pianeta e a dare più allo spirito che al corpo".
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| L'organo vitale dell'immenso organismo planetario, nel quale orbita anche la nostra terra, è il sole. Sorgente inesauribile di calore e di luce, questo corpo celeste, di incomparabile splendore, ha sempre rivestito un ruolo di primo piano nelle manifestazioni di culto delle antiche civiltà precolombiane. Imponenti costruzioni e raffinate opere d'arte erano dedicate al "prezioso" astro solare, fonte di vita e prosperità. E' per esigenze di ordine religioso, quindi, che gli antichi popoli del Messico seguirono con attenzione il cammino della benefica stella e grazie ad elaborati calcoli astronomici riuscirono a prevedere, con grande accuratezza, il ciclo delle eclissi di sole che, secondo la tradizione precolombiana, segnavano il passaggio tra due ere. Dalla decrittazione del Codice di Dresda, un manoscritto ideografico maya, sappiamo che per l'antica astrologia messicana la terra ha conosciuto cinque soli ciascuno dei quali corrispondente ad un'era. L'oscuramento totale dell'astro solare verificatosi l'11 luglio del 1991 avrebbe dato quindi inizio all'era del Sesto Sole che sarà caratterizzata dal ritorno del "signore delle stelle". "Nell'era del Sesto Sole" - spiega il filosofo e storico Mariano Leyva - "... dopo cinquecento anni di oscurità, il sole del Dio azteco Quetzacoatl ricomincerà a brillare. La notte finirà, splenderà il giorno e saranno riscoperti i valori positivi... In preparazione a questo evento è necessario che l'uomo impari ad avere più cura del pianeta e a dare più allo spirito che al corpo". La quarta profezia Maya, spiegata dall’ingegner Rodolfo Garrido, intervistato dal giornalista messicano Jaime Maussan , preannuncia che a causa dell’aumento della temperatura planetaria provocata dal comportamento anti-ecologico dell’uomo e della maggiore attività solare avverrà lo scioglimento dei poli. Infatti se il sole aumenta i suoi livelli di attività rispetto alla norma si verifica una maggiore produzione di vento solare, un maggior numero di eruzioni in massa dalla corona del sole, un aumento della radiazione con la conseguente crescita della temperatura del pianeta. Attualmente l’umanità è testimone di un aumento dell’intensità e del numero di uragani che periodicamente lasciano con il loro passaggio distruzione, caos, dolore e desolazione. I Maya predissero che nel periodo dei tredici cieli, che è quello in cui viviamo, sarebbe iniziato un processo di disgelo nel pianeta. Attualmente i satelliti geo-atmosferici della Nasa hanno comprovato la diminuzione dello spessore dei ghiacciai in Antartide. In questa regione è avvenuto il distacco di una massa di ghiaccio di dimensioni colossali paragonata, per estensione di superficie, allo stato del Texas. Tutte le profezie Maya cercano di spingere la mente dell’uomo verso un cambiamento giacché l’Universo sta generando tutti questi processi affinché l’umanità si espanda per la galassia e comprenda così l’integrità fondamentale con tutto ciò che esiste. Per preparare l’umanità a fare questo passo finale, un passo verso il Sesto Sole”.
fonte: segnidalcielo - nonsiamosoli
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